La rana che finì cotta senza accorgersene

Immaginate una rana che nuota tranquilla e serena in un pentolone pieno d’acqua fredda.
Il fuoco è acceso sotto la pentola e l’acqua si riscalda pian piano sino a diventare presto tiepida, al punto che la rana la trova piuttosto piacevole, continuando a nuotare. Ma la temperatura sale e adesso l’acqua è calda, anche più di più di quanto la rana non apprezzi, tant’è che comincia a nuotare con fatica, si stanca un po’ ma, quasi per abitudine ed inerzia, la cosa non la spaventa più di tanto, in fondo ha nuotato in condizioni peggiori…
L’acqua adesso è diventata davvero troppo calda, la rana comincia a sentire pesantemente il disagio ma ormai si è indebolita, non ha la forza di reagire, quindi sopporta con fatica ma non riesce a fare più nulla fino al momento in cui, salendo inevitabilmente ed inesorabilmente la temperatura, la rana finisce morta bollita.
Se provaste ad immergere la stessa rana direttamente nell’ acqua bollente la reazione al calore repentino l’avrebbe fatta balzare fuori dal pentolone in un sol colpo…

 
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Il tempo per…

Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, innoridirsi, stare con se stessi. La scusa per non fermarci e chiedere se questo correre ci rende felici sono migliaia, se se non ci sono siamo bravissimi ad inventarle.

Tiziano Terzani
 
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