Intervista: “Quanto sappiamo dire di no?”


"Dire di no" - intervista ad ATtivaMente Counselor

Elisabetta Garbarini, giornalista del quotidiano MI-TOMORROW, intervista Alessandra Aglieri, counselor del gruppo ATtivaMente Counselor. L’intervista verte sul tema delle difficoltà e dell’importanza del porre e porsi dei limiti nei confronti di situazioni in cui molti di noi fanno fatica a “dire di no” e finiscono spesso per compiacere il proprio interlocutore, lasciando così in secondo piano i propri bisogni.


mitomorrow25 giugno 2015

“Quando dici sì a qualcosa o qualcuno, stai dicendo no ad altro. Viceversa, quando dici no, stai dicendo sì ad altro ancora”. Anche se non sempre ce ne accorgiamo, questa semplice quanto preziosa “regola” ci accompagna sempre, soprattutto quando prendiamo delle decisioni. Pensiamo, riflettiamo, ci interroghiamo: a che cosa stiamo dicendo “sì”? A che cosa “no”? Alla fine scegliamo in base alle necessità. Sembra, però, che molte persone siano in serie difficoltà quando devono dire “no”, quando devono darsi e dare dei limiti. Come mai è così complicato? Magia Metropolitana ha incontrato la dottoressa Alessandra Aglieri, membro del team Attivamente Counselor, che domani alle 17.30 propone un incontro dedicato al tema, analizzato sia attraverso alcuni concetti teorici dell’analisi transazionale, sia mediante spezzoni di film. Per ulteriori info, è possibile visitare il sito www.attivamentecounselor.it o contattare il 329.77.89.850.

Dottoressa, cosa significa “dare dei limiti”?

“Il primo passo è imparare a riconoscere i propri bisogni, anche quelli più profondi, per affermarsi ed essere più autentici nelle relazioni con gli altri”.

Ci sono “rischi” in questo?

“Affermarsi con decisione, essere assertivi, porta in sé il “rischio” di un confronto con l’altro, cioè l’esigenza di “dare dei limiti”. Chi dice sempre di sì, di fatto, non corre questo rischio, ma sicuramente non riconosce il proprio bisogno”.

Quando i limiti diventano una prigione?

“Quando non riconosciamo il nostro bisogno. Quando, invece, diventiamo consapevoli del fatto che siamo diventati i carcerieri di noi stessi e prendiamo coscienza dei nostri bisogni, allora compiamo il primo passo per uscire dalla prigione”.

I vostri incontri trattano temi profondi in modo creativo.

“Crediamo che proposte quali la lettura di un libro o la visione di spezzoni di film siano un ottimo punto di partenza per i partecipanti ai nostri workshop per riflettere, parlare di sé e condividere le esperienze”.

11163239_10205966074622706_1191137891657873894_nQual è la forza del gruppo?

“È insita nella competenza del gruppo e nel sostegno che il team è capace di dare”.

Qual è, invece, il vostro intento?

“Utilizzando metodologie creative da una parte ed affrontando tematiche rilevanti della sfera umana e relazionale dall’altra, vogliamo creare uno spazio di conoscenza e riflessione condivisa, ma anche di esperienza diretta e contatto con noi stessi”.


Intervista a cura di Elisabetta Garbarini


Per leggere l’intervista sul sito di MI-TOMORROW, clicca qui

 
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