Patch Adams

Diciamocelo… Robin Williams è proprio bravo nell’interpretare dei ruoli che hanno a che fare con le figure di aiuto.

Patch Adams è un film che, oltre a mettere in luce le qualità relazionali di questo medico “illuminato”,  ci restituisce una realtà fatta di rigidità mentali, professionali e sociali.

Il film è ispirato ad una storia vera, quella del medico Hunter Doherty “Patch” Adams che negli anni ’70 fonda il Gesundheit Institute allo scopo di istituire un modello sanitario assolutamente nuovo, fondato sulla solidarietà e sul sorriso a fianco delle classiche terapie mediche.

Patch si batte sul tema della distanza professionale (ed emotiva) tra medico e paziente e denuncia il modo e la freddezza con cui vengono spesso trattati i pazienti negli ospedali.
Mette in luce l’importanza di una relazione fondata sull’ascolto, sull’empatia e sulla fiducia. La sua idea è che bisogna creare un contatto con il paziente al di là dei ruoli e delle istituzioni. L’approccio medico, secondo la sua visione, non può limitarsi ad una serie di diagnosi impersonali, cure e medicine; deve portare anche gioia, fiducia, e trasmettere umanità.

Una frase del film è molto significativa in questo senso:
“La missione di un Medico non deve essere solo quella di prevenire la morte, ma anche migliorare la qualità della vita. Ecco perché se si cura una malattia o si vince o si perde. Se si cura una persona, vi garantisco che in quel caso si vince, qualunque esito abbia la terapia”.

 
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *