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FAQ – Chiarisci i tuoi dubbi

Le FAQ rappresentano un modo di farvi conoscere più approfonditamente la professionalità del counselor e nello specifico la nostra modalità di intervento.

Cos’è il counseling?

La parola “Counseling” deriva dal verbo latino “counsulo” che significa “prendersi cura, aiutare”. Il Counseling consiste infatti in una relazione professionale il cui obiettivo è l’ascolto, il supporto alle difficoltà e il miglioramento della qualità della vita del cliente. Il tutto viene fatto guidando le persone a prendere consapevolezza delle loro risorse e rinforzando le loro competenze decisionali, di scelta e di cambiamento.

Il Counseling offre uno spazio di dialogo e riflessione nel quale vengono consapevolizzate, esplorate e orientate alla soluzione difficoltà relative a fasi transitorie, disagi relazionali e momenti di crisi. Utilizza varie metodologie e tecniche mutuate da diversi orientamenti teorici e una forte presenza attiva ed empatica.

Lo scopo del Counseling è quello di offrire al cliente l’opportunità di esplorare e riconoscere i propri schemi d’azione e di pensiero e di aumentare il livello di consapevolezza, in modo da saper esprimere al meglio le proprie potenzialità e raggiungere un maggiore benessere.

Nel Counseling:

  • Non si fa terapia
  • Non si fanno diagnosi
  • Non si cura
  • Non si giudica e non si offrono soluzioni al cliente
  • Non si interpretano parole o comportamenti del cliente
  • Non si lavora sul passato

Il Counseling è una professione disciplinata dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4.

Quanto dura un percorso di counseling?

Un percorso di Counseling si svolge nel breve termine e può andare da un minimo di uno ad un massimo di 8/10 incontri della durata di 60 minuti. L’articolazione del percorso si stabilisce durante il primo colloquio, nel quale si definisce anche l’area tematica sulla quale si desidera intervenire.

Il compito del counselor?

Quello di portare il cliente a prendere una decisione, a fare scelte personali ed individuare le risorse disponibili e le potenzialita’ utili a risolvere il proprio disagio.

Il counselor è un professionista?

Il counselor è un professionista della relazione d’aiuto e della comunicazione interpersonale che ti aiuta a creare le condizioni ottimali per capire cosa fare in una situazione critica.

Qual è il ruolo del counselor?

Quello di facilitare la conoscenza delle proprie capacità per autocomprendersi, modificare e migliorare il proprio comportamento.

Che caratteristiche deve avere un buon counselor?

Doti umane e capacità di ascolto, osservazione, comprensione, empatia, disponibilità e sensibilità.

Cosa fa in estrema sintesi il counselor?

Aiuta il cliente che si trova in situazioni non patologiche: può essere un momento critico, un periodo di transizione o di confusione che riguarda qualcosa che sta avvenendo nel suo presente.

Che differenza c’è tra counseling, psicologia e psicoterapia?

La Psicoterapia interviene qualora la persona sia afflitta da un disturbo psicologico conclamato mentre nel Counseling ci si occupa di sostenere ed aiutare la persona alle prese con un disagio temporaneo. Il counselor si occupa di situazioni che riguardano l’area del benessere in cui la necessità è quella di potenziare i punti di forza,  nel momento in cui una persona si trovi in un momento di difficoltà momentanea e non abbia necessariamente bisogno di uno psicoterapeuta.

Altra caratteristica che distingue le due pratiche (psicoterapia e counseling) è il focus temporale: lo psicoterapeuta è più centrato sul passato  della persona, mentre nel counseling ci si focalizza sul “qui e ora”, insomma sullo stato presente. Anche i tempi di durata del trattamento sono diversi in quanto nella psicoterapia sono medio lunghi, proprio perché c’è la necessità di fare un lavoro più approfondito, mentre nel counseling  sono molto più brevi.

Anche le finalità di intervento sono diverse: nel counseling abbiamo supporto, orientamento, sviluppo dell’autonomia decisionale, training di abilità specifiche, invece nella psicoterapia si parla di riabilitazione, cura e trasformazione ricostruttiva della personalità, obiettivi che richiedono necessariamente tempi più lunghi e competenze medico/specialistiche.

Vi sono poi delle peculiarità che fanno parte della professione dello psicologo e che  un counselor che non sia al contempo anche psicologo non può svolgere quali, ad esempio, l’impiego di interviste e test della personalità (cognitivi e attitudinali).

Che cosa succede in un incontro di counseling?

Durante un Incontro di Counseling viene creata una dimensione di ascolto attivo nella quale il cliente comincia a raccontare liberamente le sue difficoltà; piano piano sviluppa una capacità di ascolto e di osservazione verso se stesso che gli permette di comprendere con chiarezza come le proprie modalità o i propri vissuti interiori gli siano da ostacolo: esce così dal ruolo di persona passiva e mette a fuoco delle risorse che gli permettono di migliorare la propria qualità di vita.

In un Percorso di Counseling si può essere felici, arrabbiati, tristi, eccitati, con la voglia di litigare o di essere coccolati… semplicemente, si è, in modo a volte contradditorio, a volte apparentemente incomprensibile.

Il cliente, durante l’incontro di Counseling, si sente libero di essere semplicemente quel che è, arrivando al centro dei propri bisogni e delle proprie potenzialità.

Sentirsi ascoltati e accolti è il primo passo per ascoltarsi e accogliersi.

Come vi regolate per la privacy?

Come counselor siamo tenuti all’osservanza del segreto professionale, sia in merito a tutto quello che ci viene raccontato durante il percorso, sia in merito all’esistenza del rapporto professionale in sé.

Quindi noi non riveliamo il tuo nome, o alcun contenuto del nostro lavoro, a nessuno, a meno che non mi sia chiesto dalla legge. Facciamo regolarmente supervisione del nostro lavoro ma non riveliamo nessuna informazione che ti possa identificare.

Per garantirti ulteriore privacy proteggiamo i nostri computer da password, non discutiamo il nostro lavoro né condividiamo informazioni sui nostri clienti su nessun social media (blog, sito, facebook, ecc.). Se capita per un motivo concordato che il percorso online sia fatto via e-mail o chat, non divulghiamo quello che scriviamo o che ci scrivi (nemmeno piccole parti).

Conserviamo tutti i documenti “virtuali” per un anno sul nostro computer (protetto da password) e poi per altri 2 anni su un hard disk esterno, che teniamo in luogo chiuso. Passato questo tempo li cancelliamo.

Per quanto riguarda gli appunti che eventualmente scriviamo durante i nostri incontri, li conserviamo in luogo chiuso a chiave per tutta la durata del percorso, dopodiché li eliminiamo.

 
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