Scoprendo Forrester

Come nel film “Quasi amici”, i protagonisti del racconto appaiono subito diversissimi e contrapposti: un ragazzino nero con la passione del basket che trascorre le proprie giornate prevalentemente in strada e un anziano bianco, dai modi non proprio gentili, scrittore di grande fama che vive in assoluta solitudine, barricato tra i libri e i ricordi nella sua casa da cui non esce mai.

L’incontro tra i due rivela una strana e magica sintonia che li porta a prendersi cura l’uno dell’altro e, insieme, a prendersi cura di se stessi.

Come in “Quasi amici” e in altri film sull’amicizia, in questa storia  non c’è uno che dà e l’altro che riceve, quanto piuttosto due persone che insieme crescono e cambiano: lo scrittore aiuta il ragazzo a trovare le sue parole per

dar corpo alla scrittura e Jamal aiuta Forrester a riprovare a confrontarsi con il mondo.
Entrambi compiono delle tappe di maturazione, superano delle crisi e giungono a cambiamenti positivi.
Jamal vivrà dedicandosi alla scrittura che ama e Forrester morirà liberato dai fantasmi che lo avevano
tormentato in passato e che gli avevano fatto vivere una vita da recluso.
 

L’immedesimazione emotiva in un film

Nel processo di visione di un fim, non ci limitiamo a “rispecchiarci” nelle scene che ci riproducono, poichè quelle rappresentazioni rimbalzano su di noi e si incrociano con le nostre raffigurazioni di noi stessi, si riflettono su di esse. Il film ci restituisce così noi stessi ma anche le copie di noi stessi.
Il pendolo della distanza emotiva è la magia del film che ci fa dimenticare di essere lì, nella sala buia, con altre persone estranee, e compiere, quando la potenza di immedesimazione è grande, un importante viaggio nell’intimità del nostro mondo. E anche nel salotto di casa è possibile rivivere questo spazio-tempo, al riparo dalle incombenze quotidiane, per immergerci nei flussi dell’anima. Guardare un film e guardarci “in” un film rimane uno dei rari momenti di tempo silenzioso nella rumorosa babele del tempo pubblico.

Dal libro:
a cura di Vanna Iori
“Guardiamoci in un film – Scene di famiglia per educare alla vita emotiva”
Franco Angeli Editore