Scoprendo Forrester

Come nel film “Quasi amici”, i protagonisti del racconto appaiono subito diversissimi e contrapposti: un ragazzino nero con la passione del basket che trascorre le proprie giornate prevalentemente in strada e un anziano bianco, dai modi non proprio gentili, scrittore di grande fama che vive in assoluta solitudine, barricato tra i libri e i ricordi nella sua casa da cui non esce mai.

L’incontro tra i due rivela una strana e magica sintonia che li porta a prendersi cura l’uno dell’altro e, insieme, a prendersi cura di se stessi.

Come in “Quasi amici” e in altri film sull’amicizia, in questa storia  non c’è uno che dà e l’altro che riceve, quanto piuttosto due persone che insieme crescono e cambiano: lo scrittore aiuta il ragazzo a trovare le sue parole per

dar corpo alla scrittura e Jamal aiuta Forrester a riprovare a confrontarsi con il mondo.
Entrambi compiono delle tappe di maturazione, superano delle crisi e giungono a cambiamenti positivi.
Jamal vivrà dedicandosi alla scrittura che ama e Forrester morirà liberato dai fantasmi che lo avevano
tormentato in passato e che gli avevano fatto vivere una vita da recluso.
 

IL DISCORSO DEL RE

Un film bello ed emozionante.
Il film racconta una parte della vita del principe Albert (Colin Firth), incoronato Giorgio VI in seguito all’abdicazione del fratello, che a causa di un problema di balbuzie si trova costretto a chiedere l’aiuto del logopedista australiano Lionel Logue (Geoffrey Rush).
Grazie ai suoi stravaganti ma efficaci metodi e al sostegno della moglie Elisabetta (Helena Bonham Carter), il re riesce ad affrontare le sue fragilità e ad acquistare maggiore fiducia in se stesso.
Un film che parla anche dell’importanza di chiedere aiuto in momenti di difficoltà, mettendo da parte orgoglio, schemi mentali e pregiudizi.

 

La rana che finì cotta senza accorgersene

Immaginate una rana che nuota tranquilla e serena in un pentolone pieno d’acqua fredda.
Il fuoco è acceso sotto la pentola e l’acqua si riscalda pian piano sino a diventare presto tiepida, al punto che la rana la trova piuttosto piacevole, continuando a nuotare. Ma la temperatura sale e adesso l’acqua è calda, anche più di più di quanto la rana non apprezzi, tant’è che comincia a nuotare con fatica, si stanca un po’ ma, quasi per abitudine ed inerzia, la cosa non la spaventa più di tanto, in fondo ha nuotato in condizioni peggiori…
L’acqua adesso è diventata davvero troppo calda, la rana comincia a sentire pesantemente il disagio ma ormai si è indebolita, non ha la forza di reagire, quindi sopporta con fatica ma non riesce a fare più nulla fino al momento in cui, salendo inevitabilmente ed inesorabilmente la temperatura, la rana finisce morta bollita.
Se provaste ad immergere la stessa rana direttamente nell’ acqua bollente la reazione al calore repentino l’avrebbe fatta balzare fuori dal pentolone in un sol colpo…

 
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